Il progetto del Nuovo Tronco Superiore
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Dalle sorgenti del Monte Nuria al cuore di Roma: oltre un secolo di ingegneria, visione e sacrificio per portare acqua purissima a milioni di persone. La storia di uno dei più grandi acquedotti a sorgente del mondo.
Di gallerie scavate nel cuore dell'Appennino
Di portata media
Dal primo studio del 1908 a oggi
1908
Sotto la giunta del sindaco Ernesto Nathan, l'ingegnere Gaetano Roselli Lorenzini avvia i primi studi per captare le acque purissime delle sorgenti del fiume Peschiera, alle falde del Monte Nuria. Nasce l'idea di un nuovo grande acquedotto per Roma.
1938
L'11 gennaio iniziano ufficialmente i lavori di scavo delle gallerie nel cuore dell'Appennino centrale, sotto la direzione dell'AGEA (Azienda Governatoriale dell'Elettricità e delle Acque). È l'avvio di una delle più ambiziose imprese ingegneristiche del Paese.
1940
Viene inaugurato il primo tronco dell'acquedotto, lungo 26 chilometri, insieme alla centrale idroelettrica "in caverna" di Salisano: un impianto senza precedenti in Europa, che ancora oggi produce energia sfruttando il dislivello naturale dell'acqua.
1945
Al termine del conflitto mondiale, i lavori riprendono sotto la gestione della neonata ACEA, con un finanziamento statale di 1,5 miliardi di lire. Una nuova fase di costruzione che porterà al completamento dell'opera.
1949
Il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi inaugura ufficialmente l'acquedotto azionando la fontana-mostra di Piazzale degli Eroi. Per il brindisi viene usato lo stesso bicchiere con cui Papa Pio IX celebrò l'Acqua Pia Marcia nel 1870: un gesto simbolico che lega la Roma moderna alla sua tradizione millenaria.
1966-1971
L'espansione di Roma richiede più acqua. Viene costruito un secondo ramo per il tronco inferiore, lungo 33 chilometri sulla riva sinistra del Tevere, con nuovi centri di smistamento idrico nei quartieri della Capitale. La portata totale raggiunge i 9,5 metri cubi al secondo.
1975
Per potenziare ulteriormente il sistema, viene realizzata una galleria di 7 chilometri che collega l'acquedotto alle sorgenti Le Capore, a Frasso Sabino. Il Peschiera non è più solo: nasce il sistema integrato Peschiera-Capore.
1980
Con l'entrata in funzione dell'ultimo impianto, il sistema raggiunge la portata di 14.000 litri al secondo. Il Peschiera-Capore diventa ufficialmente uno dei più grandi acquedotti al mondo alimentato esclusivamente da acqua di sorgente.
2018
In occasione degli 80 anni dall'inizio dei lavori, Acea celebra la storia dell'acquedotto con una grande mostra al Palazzo delle Esposizioni di Roma. A Castel Sant'Angelo viene inaugurato un monumento dedicato a chi ha contribuito alla costruzione dell'opera.
2025
Viene pubblicato il bando di gara per il raddoppio del tronco superiore: 27 chilometri di nuove gallerie che affiancheranno quelle originali. Con un investimento di 1,5 miliardi di euro, finanziato anche con fondi PNRR, è la più grande opera infrastrutturale idrica d'Europa. Il futuro dell'acqua di Roma inizia oggi.
Da oltre ottant'anni, l'acqua che sgorga dalle sorgenti del Peschiera attraversa l'Appennino senza bisogno di alcun trattamento di potabilizzazione.